Una nuova speranza per le cure

News scientifiche Blog Un nuovo tavolo di confronto tra Aifa, società scientifiche e associazioni dei pazienti Dopo il fermo intimato a marzo dalla Commissione scientifica ed economica (Cse) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sull’autorizzazione dei due nuovi anticorpi monoclonali Donanemab e Lecanemab – già precedentemente valutati dalle agenzie regolatorie Fda (Usa) ed Ema (Unione europea) per la terapia della malattia di Alzheimer precoce o negli stadi iniziali – il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia Italiana del farmaco ha deciso di convocare un tavolo con le società scientifiche dei neurologi e, per la prima volta, le associazioni dei pazienti. Una nuova speranza, dunque, per i tanti pazienti affetti dalla malattia e i loro caregiver, di poter sperimentare cure alternative ai classici inibitori di acetilcolinesterasi, finalmente autorizzate anche in Italia. News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 News legale sull’Alzheimer Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news legali news scientifiche

Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer

News scientifiche Blog Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Presentiamo la sintesi di un paper recentemente pubblicato a Marzo 2026 su Neurological Sciences, inerente i nuovi biomarcatori ematici. Abstract I biomarcatori ematici stanno rivoluzionando il paradigma diagnostico della malattia di Alzheimer (AD), divenendo un’alternativa molto meno invasiva rispetto alla rachicentesi (CSF) ed alla tomografia a emissione di positroni (PET). Tuttavia, la loro implementazione clinica richiede una validazione analitica armonizzata, procedure standardizzate e indicazioni chiare per un uso e un’interpretazione appropriati. Metodi Il position paper congiunto è stato sviluppato dai Gruppi di Studio sui Biomarcatori in Neurologia della Società Italiana di Neurologia (SIN) e della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio (SIBioC), insieme all’Associazione Autonoma affiliata alla SIN per le Demenze (SINdem). Un panel multidisciplinare di neurologi ed esperti di medicina di laboratorio ha revisionato sistematicamente le evidenze disponibili, le linee guida internazionali e i quadri normativi, al fine di formulare raccomandazioni condivise per l’adozione clinica in Italia. Risultati Tra i biomarcatori plasmatici disponibili, la tau fosforilata in treonina 217 (p-tau217), da sola o come rapporto con l’amiloide-β42, mostra la più elevata accuratezza diagnostica, avvicinandosi alle prestazioni di CSF e PET. Le piattaforme completamente automatizzate garantiscono robustezza analitica e riproducibilità. Il documento fornisce indicazioni dettagliate sulla gestione pre-analitica, sulla scelta dei test e sugli standard di refertazione, sottolineando le corrette indicazioni cliniche e la necessità di un’interpretazione contestualizzata che tenga conto di fattori confondenti come l’età avanzata o la disfunzione renale. Conclusioni Il position paper definisce un quadro unificato per l’integrazione dei biomarcatori plasmatici nei percorsi diagnostici della malattia di Alzheimer, creando un collegamento tra neurologia e medicina di laboratorio. Delinea, inoltre, i passaggi chiave per l’inclusione regolatoria degli stessi nella pratica clinica del sistema sanitario nazionale italiano, con livelli di qualità garantiti. FONTE   News recenti All Post News legali News scientifiche Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Una nuova speranza per le cure Aprile 26, 2026 News legale sull’Alzheimer Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news legali news scientifiche

La dieta che aiuta a combattere la demenza

News scientifiche Blog Dieta e prevenzione Alzheimer: i cibi alleati della mente Adottare una corretta alimentazione non fa bene solo al corpo, ma è un vero e proprio scudo protettivo per il nostro cervello. Seguire uno stile alimentare ispirato alla dieta mediterranea, infatti, si è dimostrato uno dei metodi più efficaci per allontanare il rischio di declino cognitivo e contrastare l’insorgenza dell’Alzheimer. Ma cosa non dovrebbe mai mancare a tavola per proteggere la memoria? Scoprilo in questa guida pratica sui nutrienti essenziali per la salute cerebrale. Alimentazione per la memoria: i nutrienti fondamentali. Per mantenere i neuroni attivi e giovani, la ricerca scientifica suggerisce di arricchire il menù quotidiano con cibi ricchi di antiossidanti, vitamine e grassi sani. Ecco gli ingredienti chiave: Pesce azzurro, noci e semi di lino (Omega-3): Gli acidi grassi essenziali sono fondamentali per ridurre gli stati infiammatori e contrastare l’accumulo della proteina beta-amiloide, associata all’Alzheimer. Via libera a salmone, sgombro, alici e sardine. Verdure a foglia verde: Spinaci, broccoli, bietole e cavoli sono una miniera di folati e vitamine del gruppo B, indispensabili per supportare le funzioni cognitive. Frutti di bosco: Mirtilli, fragole e lamponi sono ricchi di flavonoidi, potenti antiossidanti naturali capaci di rallentare l’invecchiamento cellulare. Olio extravergine d’oliva: Il re della dieta mediterranea. Grazie ai suoi polifenoli, protegge i vasi sanguigni e preserva i tessuti cerebrali. Cereali integrali: Farro, avena, riso e pane integrale garantiscono un rilascio costante di glucosio nel sangue, fornendo un’energia stabile e continua al cervello. Agrumi, pomodori e frutta secca (Vitamine C ed E): Un mix vitaminico cruciale per l’azione antiossidante e protettiva. Uova, pesce e latticini magri (Vitamina B12): Questa vitamina è un pilastro per il corretto funzionamento dell’intero sistema nervoso. Tè verde e cacao amaro: Contengono sostanze naturali (catechine ed epicatechine) che stimolano la concentrazione e mantengono i neuroni in salute. I cibi nemici del cervello: cosa evitare? Così come ci sono alimenti che proteggono la mente, ce ne sono altri che possono favorire l’infiammazione dei tessuti cerebrali e accelerare il declino cognitivo. Per una prevenzione efficace, è importante limitare drasticamente: Zuccheri raffinati e dolci industriali Grassi trans e idrogenati (spesso nascosti in merendine e piatti pronti) Grassi saturi in eccesso (come burro e strutto) Cibi ultra-processati Prendersi cura di sé parte dalla tavola. Modificare le abitudini quotidiane inserendo più cibi freschi e antiossidanti è un gesto d’amore semplice, ma potentissimo, per il futuro della nostra memoria. News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news legali news scientifiche

Alzheimer e territorio: le comunità amiche

News scientifiche Blog Alzheimer e territorio: cosa sono le “Comunità Amiche della Demenza” e come cambiano le nostre città. La gestione dell’Alzheimer e delle altre forme di demenza sta uscendo dai confini prettamente medici per abbracciare la quotidianità delle nostre città. Oggi in Italia si parla sempre più di Dementia Friendly Community (DFC), ovvero le “Comunità amiche della demenza”.Ma cosa sono esattamente e come possono, concretamente, migliorare la vita dei pazienti e delle loro famiglie? Per capirlo, facciamo un viaggio a Bari, la città pugliese che ha recentemente celebrato il decennale di questo importante progetto sociale. Cosa significa essere una “Dementia Friendly Community”? Le comunità amiche della demenza sono città, paesi o quartieri che scelgono attivamente di diventare più consapevoli, inclusivi e accoglienti. L’obiettivo principale è garantire che le persone affette da demenza e i loro caregiver siano rispettati, compresi e sostenuti, permettendo loro di continuare a partecipare alla vita sociale della propria comunità. Come spiega Pietro Schino, Presidente dell’Associazione Alzheimer Bari: “Si tratta di passare dalla teoria alla responsabilità collettiva, costruendo una rete urbana che sappia reagire con empatia e preparazione di fronte alle difficoltà quotidiane del malato.” Ad oggi, in Italia, si contano già 70 comunità amiche della demenza. Per mantenere questo titolo, ogni comune deve presentare ogni anno un progetto innovativo e misurabile.   Dalle farmacie ai “negozi gentili”: la solidarietà nel quotidiano. Ma come si traduce questo progetto nella vita di tutti i giorni? Essere una città “attenta” significa formare i cittadini e i commercianti a riconoscere i segnali della malattia e a saper reagire nel modo corretto. Le Farmacie amiche: Il personale è formato per accorgersi di anomalie comportamentali, come ad esempio un paziente che tenta di acquistare lo stesso farmaco per due giorni consecutivi. I Negozi gentili: Nei negozi aderenti, i cassieri sanno come gestire i momenti di disorientamento. Se un cliente con demenza non ricorda il PIN della carta di credito per una spesa superiore ai 50 euro, il commesso non si spazientisce, ma lo aiuta dividendo il conto per azzerare l’ansia del momento. Il “Giardino della Memoria”: la stimolazione cognitiva all’aria aperta Tra i progetti più innovativi nati in Italia, spicca il Giardino della Memoria di Bari, un’area verde concessa dal Comune e attrezzata specificamente per la stimolazione cognitiva e motoria. In questo parco, i pazienti (accompagnati da psicologi esperti) seguono percorsi graduati su tre livelli. Attraverso una cartellonistica speciale, le persone si allenano a memorizzare percorsi quotidiani (come le indicazioni per la stazione ferroviaria) e svolgono esercizi motori mirati, come lo spostamento di piccoli oggetti, per stimolare la coordinazione e la memoria a lungo termine. Le comunità amiche della demenza dimostrano che, in attesa di una cura medica definitiva, la prima vera terapia è l’inclusione sociale. News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news legali news scientifiche

Demenza. Novità scientifiche

News scientifiche Blog Alzheimer, come sono cambiate la diagnosi e la cura – Tutte le novità I farmaci innovativi Le ultime e più importanti novità per l’Alzheimer riguardano la generazione di farmaci disease-modifying (capaci di rallentare la progressione della malattia): gli anticorpi monoclonali Donanemab e Lecanemab. Questi medicinali agiscono rimuovendo dal cervello gli accumuli tossici di proteina beta-amiloide, ma risultano efficaci soprattutto se somministrati nelle fasi molto precoci della malattia. I Farmaci Innovativi Donanemab: approvato dalla Commissione Europea, è un trattamento che mira a colpire e ripulire i depositi di amiloide, dimostrando in alcuni pazienti una rimozione quasi totale delle placche e un sensibile rallentamento del declino cognitivo nei primi mesi di trattamento. Lecanemab: anch’esso approvato dall’EMA, è un’altra terapia mirata a rallentare il deterioramento cognitivo e funzionale nei pazienti con demenza lieve o fase prodromica. Considerazioni Cliniche Fase precoce: nessuno di questi farmaci è una cura definitiva, ma rappresentano i primi trattamenti in grado di modificare la traiettoria biologica della patologia anziché limitarsi a controllarne i sintomi. Monitoraggio: L’inizio del trattamento richiede esami strumentali (come la PET per l’amiloide e la risonanza magnetica) e un monitoraggio continuo per via di potenziali effetti collaterali. Prescrizione: Per informazioni dettagliate su accessibilità, centri abilitati e idoneità, è possibile consultare i documenti ufficiali messi a disposizione da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). La ricerca sta facendo passi da gigante anche sul fronte della prevenzione e delle terapie di futura generazione. Presso strutture di eccellenza sono in corso studi su nuove terapie mirate alla proteina tau (l’altra proteina responsabile della degenerazione neuronale). In ambito genetico, ricercatori italiani hanno isolato nuovi geni (come il Grin2C) legati all’insorgenza della malattia, aprendo nuove porte alla diagnosi precoce. News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news legali news scientifiche