La carta dei diritti del malato di Alzheimer

News legali Blog Alzheimer: la carta dei diritti del malato La nostra Associazione Alzheimer Pisogne si rifà ai principi etici della Federazione Alzheimer Italia ovvero salvaguardare la qualità della vita delle persone con demenza e di chi si prende cura di loro. Sono stati indidividuati i diritti principali del malato di Alzheimer: il diritto della persona a un rispetto e a una dignità pari a quella di ogni altro cittadino; il diritto della persona a essere informato, nelle fasi precoci della malattia, sulla sua malattia e sulla sua prevedibile evoluzione, e dei congiunti, o rappresentanti legali, in qualsiasi fase della stessa, per quanto possibile.il diritto della persona (o del rappresentante legale) a partecipare, per quanto possibile, alle decisioni riguardanti il tipo di cura e di assistenza presente e futura; il diritto della persona ad accedere ad ogni servizio sanitario e/o assistenziale al pari di ogni altro cittadino: questo diritto implica che attenzioni particolari siano rivolte affinché le persone con demenza possano realmente accedere ai servizi da cui la loro mancanza di autonomia tende ad allontanarli; il diritto della persona di disporre di servizi specializzati, che affrontano specificamente i problemi della demenza; il diritto della persona e di chi si prende cura di lui di scegliere fra le diverse opzioni di cura/assistenza che si prospettano; il diritto della persona, considerata la sua vulnerabilità, a una speciale tutela e garanzia contro gli abusi fisici e patrimoniali; il diritto della persona, in assenza di rappresentanti legali, o nel caso in cui i potenziali rappresentanti legali rifiutassero la tutela, di avere per legge un tutore ufficiale scelto dal tribunale. News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news scientifiche news legali

Caregiver e indennizzo sul lavoro

News legali Blog Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Permessi e congedi per i famigliari L’indennità di accompagnamento dà diritto ad alcune agevolazioni fiscali alla persona malata e, se riconosciuta l’invalidità, offre anche la possibilità ai suoi familiari di usufruire di permessi e congedi lavorativi a chi non può permettersi una badante. Ovviamente per ottenerlo bisogna “sottoporsi” a una visita effettuata dall’apposita Commissione medica nel Distretto di appartenenza entro 90 giorni dalla domanda.  Se il nostro malato non può raggiungere la sede del Distretto, la visita viene fatta a domicilio o nella struttura dove si trova. Per il riconoscimento di invalidità serve anche fare richiesta presso l’INPS, utilizzando l’apposito modulo. Nello specifico la Legge 104 (legge n. 18/1980 e legge n.104/1992) permette, a chi deve assistere un familiare con handicap grave, Alzheimer compreso, di usufruire di permessi lavorativi retribuiti per 3 giorni al mese a queste condizioni: che la persona anziana abbia 65 anni. che il lavoratore abiti insieme o nello stesso numero civico del familiare anziano; che il grado di parentela sia al massimo di terzo grado e non ci siano più parenti di primo o secondo grado dell’anziano da assistere. News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news scientifiche news legali

Doveri di assistenza familiare – cosa prevede la legge

News legali Blog Doveri di assistenza familiare Cosa prevede la legge Il Codice civile prevede agli artt. 433 e ss. precisi doveri di assistenza e carico dei familiari di persone che si trovino in stato di bisogno, cioè prive di quanto necessario per il loro sostentamento e incapaci di provvedere a ciò autonomamente, indipendentemente dalle cause che abbiano determinato un simile stato (per esempio, una malattia invalidante). In particolare, la persona in stato di bisogno ha diritto ad ottenere i necessari mezzi di sussistenza, in denaro o in natura, dai membri della propria famiglia (art. 438 c.c.). Si tratta del cosiddetto diritto agli alimenti, concernente l’indispensabile per vivere: vitto, alloggio, vestiario, cure sanitarie. I familiari sono tenuti alla prestazione – dalla quale possono essere esentati solo provando la loro impossibilità economica – secondo un preciso ordine: 1) il coniuge o l’altra parte dell’unione civile; 2) i figli, legittimi o naturali o adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi (nipoti), anche naturali; 3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi (nonni); 4) i generi e le nuore; 5) il suocero e la suocera; 6) i fratelli e le sorelle. Questo ordine è vincolante, nel senso che i membri della categoria superiore prevalgono su quelli della categoria successiva. Ad esempio, solo se il coniuge è deceduto o non ha sufficienti risorse economiche, gli alimenti saranno dovuti dai figli che ne abbiano le possibilità, e così via fino all’ultima categoria. Se nella stessa categoria vi sono più persone, sono tutte tenute a contribuire alle spese di sostentamento in relazione alle proprie disponibilità economiche (art. 441). Se la persona in stato di bisogno aveva in precedenza donato dei beni di rilevante valore, l’obbligo alimentare ricade sui beneficiari delle donazioni, prima che sui familiari di cui all’elenco; l’obbligo è però limitato in tal caso fino al valore dei beni ricevuti ed ancora esistenti nel patrimonio del donatario (artt. 437 e 438). L’obbligo alimentare può venire adempiuto mediante corresponsione economica oppure in natura, cioè occupandosi direttamente del sostentamento del congiunto bisognoso ospitandolo e mantenendolo presso il proprio domicilio. All’obbligo alimentare appena descritto si aggiungono altri doveri, sempre di solidarietà familiare, quali l’obbligo dei coniugi/parti dell’unione civile di reciproca assistenza e contribuzione (art. 143 c.c.) e del figlio maggiorenne di contribuire al mantenimento della famiglia, finché vi convive (art. 315 bis c.c.). Nel caso in cui l’obbligo alimentare non venga spontaneamente osservato da chi vi sia tenuto, il titolare del diritto (cioè la persona in stato di bisogno o chi la rappresenti legalmente, per esempio l’amministratore di sostegno) potrà proporre azione giudiziaria per ottenere una sentenza di condanna del congiunto inadempiente al rispetto dell’obbligo. Peraltro, la violazione dell’obbligo Federazione Alzheimer Italia, via Alberto da Giussano 7, 20145 Milano Tel. 02 809767 – Email: info@alzheimer.it – www.alzheimer.it alimentare nei confronti del coniuge o di un ascendente (genitore o nonno) costituisce reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare” (art. 570 c.p.): dunque, per non incorrere nel citato reato il coniuge o i figli/discendenti di una persona con demenza in stato di bisogno sono tenuti a contribuire/sostenere tutte le spese per il suo sostentamento, comprese le cure mediche e di assistenza. Il codice penale prevede altresì il reato di “abbandono di persone incapaci” (art. 591 c.p.) a carico di chi abbia il dovere giuridico, perché legalmente stabilito (esempio: il familiare tenuto all’obbligo alimentare) oppure perché assunto in forza di contratto (esempio: l’infermiere), di provvedere al sostentamento/cura di una persona incapace di autotutelarsi (per malattia, per vecchiaia o per altra causa) nel caso in cui la abbandoni a se stessa lasciandola in una situazione di pericolo, anche solo potenziale. (https://www.alzheimer.it/consigli-utili-approfondimenti-giuridici/) News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici Categorie <lidata-term-id=”9″> News legali (6) <lidata-term-id=”8″> News scientifiche (5)

L’Amministratore di sostegno per il malato di Alzheimer

News legali Blog Amministratore di sostegno Assistenza sanitaria e legale per il malato di Alzheimer “La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio”. La legge 6/2004 (art.1) è finalizzata essenzialmente alla tutela delle persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante la messa in atto di interventi di sostegno temporaneo o permanente. L‘amministrazione di sostegno è il frutto della riconosciuta importanza del tenere in conto le capacità – a volte anche limitatissime – del beneficiario, seguendone le inclinazioni personali, rispettandone le scelte esistenziali, tutelandone i diritti fondamentali e assicurando a lui/lei una misura di protezione adeguata alle concrete esigenze di cura. Contrapponendosi per un certo verso agli istituti tradizionali (interdizione e inabilitazione) il principio supremo cui tale norma verte è quello della conservazione massima della capacità di agire del beneficiario. L’AdS facilita il pieno accesso ai servizi e la partecipazione al proprio progetto individuale di assistenza. Ha infatti la funzione di integrare l’offerta dei servizi sociosanitari con la protezione giuridica, quale “garante” dell’autodeterminazione della persona e del suo progetto di vita individualizzato, agendo secondo le aspirazioni e i desideri della persona stessa. La nomina di un AdS può prevedere l’assistenza necessaria o la rappresentanza esclusiva in ambito sanitario; in questo caso il consenso informato è espresso o rifiutato anche dall’AdS, ovvero solo da quest’ultimo, tenendo conto della volontà del beneficiario, in relazione al suo grado di capacità di intendere e di volere. Si possono sintetizzare due principali categorie: AdS con poteri di assistenza: affianca il beneficiario, lo aiuta a mettere ordine nel pensiero, cerca di rendere più chiara l’informazione, magari semplificando i concetti. Ciò presuppone un beneficiario con un grado di partecipazione. AdS con rappresentanza esclusiva: in questo caso l’AdS è il portatore della voce del beneficiario, un “nuncius” che non possiede comunque un potere autonomo di decisione rispetto al beneficiario ossia che non si può sostituire nella scelta o scegliere secondo la sua personale sensibilità. News recenti All Post News legali News scientifiche Una nuova speranza per le cure Maggio 3, 2026 Scoperti nuovi marcatori ematici per la malattia di Alzheimer Maggio 2, 2026 Tutela economica, indennità di accompagnamento e altri servizi di assistenza Aprile 7, 2026 Contattaci Se vuoi avere più informazioni sull’Alzheimer, sulle normative vigenti o semplicemente consigli come caregiver, non esitare a contattarci. Scrivici News news legali news scientifiche